Menu digitale gratis per ristoranti: cosa è incluso e cosa no
Un menu digitale gratis per ristoranti è un menù online con QR code che pubblichi senza pagare un abbonamento. Su Menumigo il piano gratuito non ha scadenza né carta di credito e include un locale, piatti illimitati, un QR code, il menù in due lingue, 5 importazioni e 10 traduzioni con l'IA al mese ed etichette per i 14 allergeni.
« Gratis » però vuol dire cose molto diverse a seconda del fornitore: prova di trenta giorni, tetto di venti piatti, pubblicità sul tuo menù, oppure gratuità reale. Vale la pena distinguere prima di stampare trecento tovagliette.
QR code dimostrativo, scaricabile senza registrazione. Crea il menù vero
Trattoria da Nonna Pia
Inquadra per vedere il menù
Cosa copre il piano gratuito
Un locale con piatti e categorie illimitati, un QR code per il menù da scaricare e stampare, il menù in due lingue, 5 importazioni del menù con l'IA (da foto o PDF) e 10 traduzioni con l'IA al mese, logo e banner, etichette per tutti i 14 allergeni previsti dalla normativa e modifiche in tempo reale durante il servizio.
Senza scadenza e senza carta di credito alla registrazione. Ogni nuovo ristorante parte con 7 giorni di Pro; poi, se non ti abboni, resta sul piano gratuito. Sul menù non compare pubblicità di terzi: un menù di ristorante che ospita l'inserzione di qualcun altro danneggia il locale, e quello spazio non lo vendiamo. Sul piano gratuito resta solo il marchio Menumigo.
Cosa si paga
Il piano Pro costa 19 € al mese o 180 € l'anno per un locale; ogni locale in più costa 9 € al mese o 72 € l'anno. Aggiunge più lingue, IA senza limiti mensili, QR code per tavolo con le scansioni di ciascun tavolo, statistiche, carta fedeltà, colori del locale, pulsanti per recensioni e social, analisi della concorrenza e la possibilità di togliere il marchio Menumigo.
In altre parole: quello che serve a un ristorante per mettere il menù online in modo corretto è gratuito; quello che riguarda la gestione commerciale si paga. Se vuoi sostituire i menù cartacei, metterti in regola sugli allergeni e ti bastano due lingue, non hai motivo di pagare.
Gratis, freemium e prova: tre cose diverse
Il vocabolario dei fornitori tiene volentieri insieme casi molto diversi, e conviene separarli prima di confrontare qualsiasi cosa.
La prova gratuita è un'offerta a pagamento di cui non paghi le prime settimane. Spesso è ottima — hai accesso a tutto — ma ha una scadenza e chiede quasi sempre la carta di credito alla registrazione. Se stampi i supporti durante la prova, di fatto ti sei impegnato sull'abbonamento.
Il freemium con tetto è una gratuità reale ma limitata: venti piatti, duecento scansioni al mese, una sola lingua. Il tetto è il punto da guardare, perché scatta sempre nel momento sbagliato. Un limite di scansioni mensili ti spegne il menù il sabato sera della sagra, cioè quando la sala è piena di gente che non ti conosce.
La gratuità senza scadenza, infine, presuppone che il fornitore guadagni altrove: su funzioni avanzate vendute a una minoranza di clienti. Il nostro piano gratuito sta qui, con due tetti dichiarati: le lingue, che sono due, e l'IA, con 5 importazioni e 10 traduzioni al mese. Piatti, categorie e scansioni non hanno limiti, e nessuno dei due tetti spegne il menù: se finisci le traduzioni del mese, il menù resta online.
Nessuno dei tre modelli è disonesto in sé. Il problema è scoprire quale hai scelto dopo aver stampato i cavalierini.
Le sei domande da fare a qualunque fornitore
Valgono per noi come per gli altri. Falle prima di stampare qualsiasi cosa: è il momento in cui cambiare idea costa ancora zero.
La gratuità ha una scadenza? C'è un tetto di piatti, categorie o scansioni mensili? Compare pubblicità sul mio menù? Posso riprendermi il menù se me ne vado, e in che formato? Il QR code resta valido se cambio piano? E infine: che ne è del mio menù se smetto di pagare — resta online in versione ridotta, o sparisce insieme al QR stampato sulle mie trecento tovagliette?
L'ultima è quella che pesa di più e che quasi nessuno fa in tempo.
Che fine fanno i tuoi dati
Un menù digitale raccoglie molto meno di quanto si teme, ma qualcosa raccoglie, e vale la pena sapere che cosa prima di firmare qualunque cosa.
Le scansioni sono conteggi: quante volte il menù è stato aperto, a che ora, quali piatti sono stati consultati. Non identificano il cliente e non richiedono che lasci nulla. È il livello di dato che serve a te per capire se lo strumento funziona, e si ferma lì.
La domanda da fare al fornitore è un'altra: quei dati a chi appartengono, e vengono rivenduti? Un servizio senza offerta a pagamento visibile si finanzia in qualche modo, e la pubblicità o la cessione dei dati aggregati sono i due modi consueti. Non è illegale, ma è bene saperlo.
Terza domanda, spesso dimenticata: se un cliente ti chiede la cancellazione dei propri dati, il fornitore ti mette in condizione di rispondere? Su un menù puramente consultativo il caso è raro, ma diventa concreto appena attivi una raccolta punti o una newsletter.
Come confrontare due offerte in dieci minuti
I confronti fra fornitori si perdono quasi sempre nell'elenco delle funzioni, che non è il piano su cui si decide. Un metodo più rapido: prendi le due offerte e prova a fare le stesse quattro cose.
Carica il tuo menù vero, non uno di prova — è lì che si vede se l'importazione funziona o se dovrai digitare sessanta piatti a mano. Cambia un prezzo e cronometra quanto ci metti. Apri il menù dal telefono in sala, non dal computer in ufficio, possibilmente nel punto peggiore del locale. E infine prova a esportarlo.
Le prime tre dicono se lo userai davvero. L'ultima dice se potrai andartene. Nessuna delle quattro richiede più di dieci minuti, e insieme valgono più di qualunque tabella comparativa.
Quando conviene davvero passare a pagamento
Domanda legittima, e raramente affrontata con onestà da chi vende l'abbonamento. La risposta breve: quando hai un problema che il piano gratuito non risolve, non prima.
Il caso più chiaro è la fidelizzazione. Se il tuo locale vive di clienti abituali — un bar di quartiere, una tavola calda a pranzo, una pizzeria d'asporto — una raccolta punti digitale sostituisce la tessera di cartone che nessuno ha mai in tasca, e si ripaga in fretta. Se invece lavori quasi solo con passaggio turistico non ha alcun senso: quel cliente non torna.
Il secondo caso sono le statistiche per piatto e per fascia oraria. Servono quando stai per rivedere il menù o i prezzi e vuoi decidere sui dati invece che a sensazione. Fuori da quel momento restano un numero che si guarda una volta al mese e non cambia niente.
Il terzo è la personalizzazione grafica, e qui conviene essere schietti: incide sulla percezione del locale molto meno di quanto si creda. Se stai valutando il passaggio solo per i colori, il ritorno è basso.
La regola che ci sentiamo di dare, anche se lavora contro di noi: resta sul piano gratuito finché non sai dire quale numero vuoi far muovere. Se non lo sai, l'abbonamento è una spesa senza obiettivo, e la disdetta arriva al terzo mese.
Il costo vero di uno strumento gratuito scelto male
Non si misura in euro di abbonamento ma in supporti stampati. Il giorno in cui il fornitore chiude, cambia condizioni o lascia scadere l'indirizzo del tuo QR, sono i cavalierini, gli adesivi, le tovagliette e la locandina in vetrina che devi rifare.
Da qui l'importanza della domanda sulla portabilità. Un menù che puoi esportare e un indirizzo che controlli valgono più di qualunque funzione in più.
C'è poi un costo indiretto che nessuno considera: le recensioni. Un QR che non funziona il sabato sera diventa una recensione da due stelle che parla del menù, non del cibo. Vale la pena scegliere pensando a quel giorno lì.
Domande frequenti sulla gratuità
Il menu digitale gratis ha una scadenza?
No. Il piano gratuito non è una prova: non ha limiti di durata e non chiede la carta di credito alla registrazione. Ogni nuovo ristorante parte con 7 giorni di Pro e poi, se non si abbona, resta sul piano gratuito.
Quante lingue include il menu digitale gratis?
Due, per esempio italiano e inglese, con 10 traduzioni con l'IA al mese. Il piano Pro, a 19 € al mese o 180 € l'anno, arriva a 6 lingue alla volta, che puoi cambiare quando vuoi.
C'è un limite al numero di piatti?
No, né sul numero di piatti, né sulle categorie, né sulle scansioni mensili.
Compare pubblicità sul mio menù?
No. Sul menù che vedono i tuoi clienti non compaiono inserzioni di terzi. Sul piano gratuito resta il marchio Menumigo, che il piano Pro permette di togliere.
Cosa succede se smetto di pagare un piano Pro?
Il menù resta online sul piano gratuito e il QR code continua a funzionare. Perdi le funzioni Pro, non il menù né il tuo indirizzo.
Posso esportare il menù se cambio strumento?
Sì. Ogni menù pubblicato è disponibile anche in formato JSON, con piatti, prezzi e allergeni, tramite l'API pubblica di Menumigo, e come testo Markdown. È la domanda da fare a qualunque fornitore prima di stampare i supporti.
Che differenza c'è con i generatori di QR gratuiti online?
Quei generatori producono un QR verso un file fisso, spesso tramite un accorciatore di link che può scadere. Qui il QR punta al tuo menù, che modifichi senza mai ristampare.
Da leggere dopo
- Cos'è un menu digitale e quanto costaCome funziona per il cliente, costi rispetto alla stampa, allergeni.
- Come impostare il menu digitale del ristoranteCategorie, pranzo e cena, carta dei vini, prezzi, coperto e squadra di sala.
- Menu QR code per ristorante: stampa e posizioneIl QR code: formati, stampa, posizionamento, statistiche.
- Modelli di menu da stampare gratisDieci modelli in A4 o A5, stampa o PDF senza registrazione.
- Menumigo in italianoFunzionalità, prezzi e demo.
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